101

 

AMARE TROPPO

Robin Norwood è una psicoterapeuta americana specialista di terapie familiari e di dipendenze. Il suo saggio Donne che amano troppo le ha procurato un successo planetario. Nel saggio si fa riferimento alla individuazione di una nuova categoria di donne quelle che amano troppo e si indicano le ricette per superare il male d’amore. Si deve scoprire le origini di alcune scelte amorose sbagliate, ci sono donne che scelgono sempre soggetti equivoci. In realtà sono donne che pensano di cambiare, salvare il soggetto amato, si improvvisano infermiere, madri con lo scopo di guidare, controllare l’altro più debole. Ogni donna crede che il suo caso sia risolvibile, non pensa mai al peggio. Le storie iniziano tutte bene e poi degenerano per una scelta errata iniziale. Molte donne che amano troppo sviluppano una dipendenza amorosa, il rapporto è come una droga. L’errore sta sempre nella pretesa di aiutare l’umo immaturo e squilibrato. Questo tipo di donna è sempre colpita da sensi di colpa nel caso di fallimento. Le storie diventano burrascose e influiscono sulla salute delle donne in questione. Queste donne non hanno fiducia in se stesse forse perché hanno avuto un padre tiranno che le disprezzava. Le origini di certi comportamenti parte dalla infanzia e dalla adolescenza. Un ambiente familiare insano può influire e generare una incapacità di comunicare. Di solito queste donne scelgono uomini problematici per salvarli e trovano i ragazzi normali noiosi perché vogliono apparire utili all’interno della relazione. Dietro certi comportamenti c’è sempre però una bambina ferita. La freddezza del padre può essere una causa. Molte donne di questa categoria vengono da una famiglia disturbata, con problemi magari di alcol o altro e crescono con poco affetto e credono poco nell’amore. Queste donne finiscono per essere in famiglia e con il partener troppo disponibili e essere attratte da uomini freddi. Queste donne si sacrificano, si sforzano di piacere e finiscono per distaccarsi dalla realtà con profonde sofferenze emotive. Si immergono nei problemi dell’altro e poi cadono in depressione. Sono donne che non si stimano che non sono state apprezzate. Molte pensano che il solo strumento di seduzione sia il sesso. La ricerca dell’uomo giusto spesso diventa spasmodica e costellata di insuccessi. Sono donne ossessionate dalla felicità di lui, pensano solo a renderlo felice ecclissandosi e non chiedono mai nulla. Cercano sempre di essere perfette, sexy. Cercano di non creare problemi al compagno. Molte si fidanzano con uomini simili al loro padre, ossia egoisti, distaccati. Sono donne che finiscono per umiliarsi e degradarsi. Sono donne che hanno paura di non essere apprezzate, di essere lasciate e mirano a relazioni intriganti e passionali ma piene di pericoli. Per loro il vero amore quello duraturo deve essere per forza attraversato dalla sofferenza. Solo mostrandosi comprensive credono di avere più valore. Molte sono passionali e arrivano a fare matrimoni lampo. Sono spinte ad amare uomini per cui provano pena e fanno tutto per la loro soddisfazione, poi finiscono per essere isolate, chiuse nel loro rapporto. Vogliono sempre sentirsi necessarie, sono vocate per il sacrificio. Gli uomini scelti spesso invece sono bugiardi e traditori si approfittano della donna fragile. Le scelte inconsce sono spesso dettate da traumi. Gli uomini incontrati sono spesso misogini e questo tipo di donna cerca di fare cambiare idea con il suo comportamento esemplare. Sono donne che difendono il proprio partener in ogni momento e non reagiscono ai soprusi. Spesso i compagni invece sono critici e maleducati, insensibili. Sono donne che si trascurano, che tralasciano i propri impegni , che si annullano per mandare avanti una relazione fallimentare. Le esperienze non aiutano sono donne che ripetono le stesse scelte. Hanno sempre bisogno della eccitazione di una storia d’amore strana, fuori dal comune con uomini non normali. Provano compassione e cercano sempre di recuperare la storia d’amore, sanno attendere con pazienza. Fanno sempre finta che tutto vada bene, minimizzano i problemi . Cadono spesso nella anoressia e bulimia nei casi più gravi. Sono alla ricerca sempre di una figura maschile che dia una scossa alla loro vita monotona. Spesso gli uomini amati sono immaturi e indecisi, irresponsabili e presuntuosi, capaci di aspre critiche alla compagna. Sono donne che cercano sempre di salvare le apparenze. La rivale appare ai loro occhi sempre migliore di loro al confronto spesso si innamorano di persone con handicapp con lo scopo di aiutarli. La dipendenza da un uomo con il tempo aumenta. Il tradimento di lui le porta a colpevolizzarsi perché non sono all’altezza del compito. Spesso tralasciano i rapporti sociali. Sono invidiose delle altre donne. Spesso scatenano una dipendenza dal lavoro in cui si concentrano eccessivamente. Queste donne dovrebbero amarsi di più, riscoprire se stesse, fare corsi, viaggi organizzati, interessarsi all’arte, seguire mostre, hobby personali. Di solito passano da un uomo all’altro alla ricerca di ciò che manca a se stesse perché non si valorizzano. Dovrebbero imparare a conoscersi meglio, ad accettarsi, a cambiare carattere, a confrontarsi con altre donne. Nei casi più gravi dovrebbero praticare terapie di gruppo e farsi seguire da uno specialista. La autoanalisi è fondamentale. La guarigione deve essere graduale. La donna deve riconoscere i suoi limiti, le sue ossessioni. In casi gravi deve cercare aiuto senza pensare alle conseguenze. La propria guarigione deve essere una priorità. Trovare un gruppo di sostegno può essere utile e sviluppare la propria interiorità smettendo di autoaccusarsi e di controllarsi, imparare a non lasciarsi invischiare in relazioni tossiche ed a affrontare di petto i propri problemi e lacune e a coltivare le proprie passioni. E’ utile occuparsi di se stesse, valorizzarsi anche fino al punto di apparire egoiste. Si può far partecipare altre donne alla propria esperienza per essere un esempio su cui basarsi. Bisogna farsi conoscere, apprezzare e ricordare che l’ossessione, la violenza non è amore. Le donne devono mirare ad essere sensuali non sexy, ad essere sensibili ma non sottomesse. In fondo è facile, basta essere solo se stesse senza lasciarsi influenzare e traviare. Bisogna superare la paura di essere respinte e non temere i cambiamenti.

Leggi tutto

 

IL CONTRIBUTO DEI PIONIERI DELLA RELIGIONE WICCA

IL CONTRIBUTO DEI PIONIERI DELLA RELIGIONE WICCA

Il risveglio del paganesimo nel mondo moderno deve un debito di gratitudine ai pionieri della Wicca, la principale corrente neopagana, sono stati loro, con coraggio e visione, a riaccendere il fuoco sacro in un'epoca di grigio dogmatismo; nonostante questo dobbiamo osservare che la tradizione che hanno fondato non è una riproduzione perfetta della spiritualità del Neolitico, è un intreccio tra la spiritualità neolitica ed elementi che caratterizzano il buddismo e i culti monoteisti occidentali da cui paradossalmente cercano di fuggire. L’apertura all'innovazione, l’introduzione di nuovi elementi in una religione è senza dubbio un segno di vitalità, penso che non dobbiamo ricalcare alla perfezione la religione del Neolitico perché la spiritualità dovrebbe evolversi con il passare del tempo e l’acquisizione di nuove conoscenze tuttavia sento la necessità di esaminare con uno sguardo critico due concetti introdotti nel paganesimo dai primi autori della Wicca che mi appaiono come corpi estranei: la reincarnazione e la legge del tre. Prendiamo la reincarnazione, l'idea di un ciclo di rinascite determinato dalla condotta morale, una ruota dalla quale si può fuggire solo attraverso un perfezionamento spirituale; questo è un concetto che mi suona estraneo all'essenza pagana, la reincarnazione così come viene proposta nella Wicca, pur derivando da una religione orientale, il buddhismo, sembra riecheggiare il meccanismo di punizione e ricompensa delle religioni monoteiste occidentali dove alla paura dell'inferno si sostituisce la fatica di un eterno ritorno. Dalle sepolture del Neolitico, ricche di utensili, armi da caccia e ornamenti, emerge un immagine chiara delle credenze dei nostri avi riguardo ciò che li aspettava dopo la morte: credevano in una continuazione dell'esistenza, non in una ripetizione; credevano che l’anima del defunto si avviava verso un aldilà definitivo, per questo motivo i corpi dei morti venivano sepolti accanto ai loro oggetti terreni che gli sarebbero stati utili nell’altra vita, se credevano in una reincarnazione non avrebbero seppellito i morti con gli utensili inoltre nei sepolcri non ci sono simboli che rappresentano la rinascita in un nuovo corpo, ci sono invece figure che ritraggono il viaggio dell'anima; questa visione della continuazione della vita in un corpo meno denso come stato definitivo trova eco nelle successive culture pagane come i Greci, i Celti e i Norreni dove il concetto di reincarnazione è assente. Anche la cosiddetta legge del tre, l'idea che tutto ciò che si fa ritorni triplicato mi pare una forzatura morale estranea al mondo pagano antico, è un concetto che ricorda da vicino il karma del buddismo; il paganesimo non è governato da una giustizia cosmica automatica, le azioni compiute hanno conseguenze ma sono conseguenze che si dipanano nella trama complessa della vita, non in un meccanismo di contabilità spirituale. Osservando il mondo possiamo renderci conto che, per fortuna, questa legge non funziona, se fosse vera le conseguenze sarebbero paradossali e paralizzanti; vi immaginate un mondo dove ogni male inflitto ritorna triplicato, tutto ciò creerebbe un'escalation infinita di dolore, una reazione a catena che intrappolerebbe l'umanità in un circolo vizioso di sofferenza; questa legge inoltre frenerebbe il naturale impulso ad agire, ci si chiede chi oserebbe agire in una situazione difficile sapendo che un errore involontario potrebbe scatenare un contraccolpo triplicato e incontrollabile? Invece di un'etica della responsabilità si rischia di coltivare un'etica della paura. Nonostante non condivido tutto ciò che hanno scritto i pionieri della Wicca il mio cuore è colmo di gratitudine verso di loro; senza il loro lavoro e l’audacia nel ridare voce agli Dei il paganesimo sarebbe sicuramente rimasto confinato nei libri di storia, un reperto da studiare, non una spiritualità da vivere; è stato proprio attraverso il sentiero che hanno tracciato i primi autori Wiccan che io e milioni di altre persone abbiamo avuto l'opportunità di conoscere una spiritualità che risuona con la nostra anima.

Leggi tutto

 

Alessandro Cerea: “Nervi”

Alessandro Cerea: “Nervi”

La nuova road song del cantautore varesino, un viaggio verso il mare che anticipa l’album d’esordio “Dirupi” «Mi piace definire “Nervi” una "road song", un viaggio spensierato attraverso un'autostrada che porta al mare, fatto di dubbi, desiderio, silenzi e canzoni cantate a squarciagola che fanno da contorno a un rapporto ancora indefinito. Il viaggio si svolge nell'arco di una giornata, dall'uscita dell'autostrada alla spiaggia che attende per la notte.» Alessandro Cerea “Nervi” è il nuovo singolo di Alessandro Cerea, anticipazione dell’album d’esordio “Dirupi”, in uscita il 20 febbraio per Musica Distesa. Il brano, scritto da Cerea insieme ad Andrea Minidio, si muove su un arrangiamento fresco e leggero, costruito con chitarre acustiche, vecchi sintetizzatori e drum machine. Un’estetica che richiama la generazione dei cantautori che hanno segnato gli anni passati, ma che mantiene lo sguardo sul presente e sul suo disincanto. In questo contesto, “Nervi” diventa una fotografia in corsa: una canzone che parla di quella sospensione emotiva che si crea quando si viaggia verso qualcosa che non è ancora definito. Una storia luminosa e malinconica allo stesso tempo, che conferma la direzione narrativa e sonora dell’album. “Nervi” si inserisce nel percorso sonoro di “Dirupi”, album suonato da Alessandro Cerea (voce, pianoforte, synth, chitarre) con il contributo di Giuliano Dottori (chitarre, basso, cori, synth), Giordano Rizzato (batteria, percussioni) e Zanira (cori). Il disco è prodotto e registrato da Giuliano Dottori e Alessandro Cerea tra il Jacuzi Studio di Milano e Il Matto Recording Studio di Varese; il mix è curato da Dottori, mentre il master porta la firma di Max Lotti. Il design del progetto è di Ludovica Limido. Alessandro Cerea (1995) è un cantautore varesino. Inizia a studiare pianoforte a otto anni e scrive le prime canzoni a dodici. La tradizione cantautorale italiana degli anni ’60 segna profondamente il suo stile, portandolo a un approccio “antico”, centrato su voce e strumenti reali. Dopo gli studi in Musicologia e anni di sperimentazione tra teatro e cinema, incontra il produttore Giuliano Dottori e decide di raccogliere il suo repertorio nel primo album “Dirupi”, in uscita il 20 febbraio 2026. Il primo singolo estratto dal disco è “Nervi”, in radio dal 13 febbraio. Etichetta: Musica Distes

Leggi tutto

 

“No Hook” nasce contro l’idea di canzone funzionale

“No Hook” nasce contro l’idea di canzone funzionale

Sottrarre, comprimere, rifiutare. Da questa triade nasce “No Hook”, il nuovo singolo di Elegio per Starlight Records con distribuzione The Orchard: un brano che rifiuta deliberatamente l’elemento più richiesto dal mercato contemporaneo, il gancio. In una scena musicale dominata da ritornelli immediati e strutture pensate per trattenere l’ascolto, l’artista olbiese — che con il precedente progetto “Overthinking” ha tracciato una linea di demarcazione importando le sonorità della Baton Rouge — sceglie ora di radicalizzare il proprio linguaggio con una traccia che abdica a ogni funzione d'uso, disattendendo la geometria del pop e i codici del gradimento istantaneo: nessun ritornello, nessun punto di appiglio, nessuna concessione alla memorizzabilità come valore in sé. “No Hook” non accompagna l’ascoltatore, non lo guida e non lo compiace. Avanza come un flusso continuo, privo di momenti di decompressione, articolato su una sovrapposizione di immagini che non prevedono una risoluzione ordinata, né un punto di approdo. In tal senso, l’assenza dell’hook esplicita la scelta consapevole di sottrarre ciò che ormai viene dato per scontato, riaffermando un controllo autoriale sulla forma. «“No Hook” – spiega Elegio - nasce dal bisogno di togliere, non di aggiungere. Volevo un pezzo che non avesse un punto in cui fermarsi o sentirsi al sicuro: senza ritornello, senza appigli, senza una direzione rassicurante. È un flusso che rimane inquieto, teso, dall’inizio alla fine, come certi pensieri che non si risolvono e non chiedono di essere spiegati.» Co-prodotto con Kidd Reo, il brano fonde trap e suggestioni Louisiane, mantenendo quella grammatica sonora già introdotta nei precedenti lavori: minimale, spigolosa, non conciliativa. Il sound non viene rifinito per scivolare via nell’ascolto distratto addomesticato a una fruizione passiva, ma tenuto grezzo, coerente con un testo crudo e diretto, che si colloca agli antipodi delle narrazioni edificanti. L’assenza di un centro di gravità melodico permette a Elegio di spingere sull'acceleratore tecnico, alternando la metrica sporca della Baton Rouge a incursioni in extrabeat che frantumano ulteriormente il ritmo, rendendo la traccia un corpo a corpo serrato tra voce e produzione. Anche sul piano simbolico, “No Hook” si allontana da ogni forma di redenzione. L’immaginario del successo non è raccontato come ascesa lineare, ma come attrito costante: Panda e Cadillac convivono senza trasformarsi in parabola, l’ambizione non diventa riscatto, il rollercoaster di emozioni, pensieri e sentimenti non trova una tregua e la collisione tra logica e istinto non cerca una sintesi. Non c’è nessuna catarsi, nessuna morale finale. Nessun traguardo da celebrare. Solo un presente che si stratifica, ossessivo e circolare. La scelta linguistica, priva di filtri, non è pensata per scioccare, ma per impedire l’identificazione facile. Il linguaggio non è un fine, ma uno strumento di disturbo, un’interferenza volta a sabotare la fruizione passiva per spingere l'ascoltatore a un confronto frontale con il testo. Con “No Hook”, Elegio prosegue un percorso che rifiuta la normalizzazione formale e simbolica tipica dagli standard contemporanei, scegliendo di pubblicare un singolo che non chiede di piacere, ma di essere attraversato. Un’operazione che sposta l’attenzione dalla ricerca del gancio perfetto al disincanto del racconto.

Leggi tutto

 

Un messaggio per i bambini: il progetto ‘I Nallegrotti’ emoziona la conferenza del 2 Febbraio

Un messaggio per i bambini: il progetto ‘I Nallegrotti’ emoziona la conferenza del 2 Febbraio

Eccellenza e Solidarietà: Il Dott. Salvo De Vita Celebra il Grande Cinema e l'Impegno Sociale In una cornice di respiro internazionale, il noto produttore e fotogiornalista ha conferito prestigiosi riconoscimenti a icone del cinema e promosso progetti ad alto impatto sociale come "I Nallegrotti" di livello Europeo e non solo, rappresentati da un unico marchio di eccellenza italiana sfociato all'estero "Ufficio Stampa & Produzioni MP del Dott. Salvo De Vita". Napoli/Firenze/ Bologna/Milano – La visione del Dott. Salvo De Vita continua a tracciare nuovi confini nel mondo della comunicazione e dell’intrattenimento. Durante l'ultima Conferenza Stampa Internazionale, il produttore ha saputo coniugare l’innovazione del suo sistema di Ufficio Stampa in Franchising con momenti di alta celebrazione artistica e profonda riflessione sociale, circondato da un parterre di ospiti d'eccezione. Il percorso dell’evento si apre con la professionalità del Conduttore Giornalista Antonio Petrino, presentando a fine evento il suo progetto Cinematografico intitolato “VITE DA SALVARE” Film Short premiato al simbolo nazionale di natura culturale. I Premi alla Carriera e all'Eccellenza Il culmine della serata è stato segnato dalla consegna dei premi riservati, che hanno visto protagonisti nomi di rilievo del panorama attoriale: Premio alla Carriera: Assegnato all'attore Walter Lippa, volto celebre e stimato, per il suo straordinario contributo al cinema e alla serialità. Premio di Interpretazione: All'attrice Pamela Formisano, premiata per la sua intensità espressiva e il talento versatile. Premio di Riconoscimento: Conferito all'Associazione Double H di Vincenzo Rotino e al suo staff, per l'eccellenza e l'impegno nel settore. Il Talento sul Palco: Teatro e Impegno Sociale L'evento ha acceso i riflettori su una nuova generazione di interpreti di grande spessore. Tra le presenze, spicca quella di Valeria Campana, attrice teatrale emergente che si sta distinguendo per talento e presenza scenica nel panorama artistico nazionale. Uno dei momenti più toccanti è stato l'esordio di Nia Limby, che ha incantato la platea con il monologo "Tutti Uguali", opera dedicata ai bambini affetti da spettro autistico e legata al progetto animato "I Nallegrotti". Un'iniziativa che conferma la sensibilità del Dott. De Vita verso temi sociali di primaria importanza. Un Parterre di Stelle e Istituzioni L'evento ha visto la partecipazione di figure chiave dell'editoria e dello spettacolo, tra cui lo staff della rivista Ciak Cast Magazine, rappresentato dal responsabile Emilio Anzani Ciliberti, e Marino Anzani Ciliberti, Presidente dell'Associazione Fantasy. Il palco è stato impreziosito dalle esibizioni di talenti nazionali: Cinema: La presenza ufficiale dell’Attore Tommaso Bianco, volto del cinema internazionale. Ospite il Regista/Attore Ciro Cocozza ,che presenta lo Staff del progetto Cinematografico "Na' Mmasciata per Palermo" con i seguenti artisti Gustavo Martucci, Raffaele Lanzieri, Giovanni Esposito. Andrea Caputo noto nel settore della politica rappresentando la presidenza del Partito Politico “Italia Sovrana”. Musica e Cabaret: La voce di Carmen Longobucco (vincitrice Song Live) e la verve comica di Simone Merini, eccellenza del cabaret italiano. Il Circuito STARS: Le vincitrici dei titoli nazionali, tra cui Vittoria Morga (Nuove Stelle), Maria Gigashilli (Cinema) e le Lady Over Donatella Conversano e Uliana Jasinkuk. Cultura: La Famiglia Calderone, rappresentante dell'Associazione Engel Von Bergeiche, colonna portante nell'organizzazione di eventi culturali di livello europeo. Una Nuova Era per la Comunicazione Oltre ai premi, il Dott. Salvo De Vita ha ribadito l'efficacia del suo modello di Franchising per l'Ufficio Stampa, una strategia che permette di gestire con standard qualitativi elevatissimi i grandi progetti cinematografici, teatrali e musicali presentati durante l'incontro. Con questa iniziativa, Salvo De Vita si conferma un vero architetto della cultura, capace di unire il prestigio delle stelle alla solidarietà e alla valorizzazione dei nuovi talenti. Articolo: Dott. Giuseppe Bonomi – Dott. Salvo De Vita Tutela Legale/Immagine: Ufficio Stampa & Produzioni MP Supervisione: Dott. Salvo De Vita Distribuzione Nazionale: Dott.ssa Mietto Elisa

Leggi tutto

 

Conversazione sull’ascia votiva di San Sosti

Conversazione sull’ascia votiva di San Sosti

Il prossimo 25 febbraio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema “L’ascia votiva di San Sosti”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello. Il British Museum di Londra è uno dei più grandi e importanti musei della storia del mondo. È stato fondato nel 1753 da Sir Hans Sloane, un medico e scienziato che ha collezionato un patrimonio letterario e artistico nel suo nucleo originario: la biblioteca di Montague House a Londra, in seguito acquistata dallo Stato Britannico per ventimila sterline e aperta al pubblico il 15 gennaio 1759. Il museo ospita circa 8 milioni di reperti che quotidianamente vengono contemplati da tantissimi visitatori nella location londinese di Great Russell Street. A partire dal diciannovesimo secolo, il polo museale cominciò ad incrementare i propri spazi espositivi con collezioni greche e romane, provenienti da diversi territori del continente europeo, frutto sia di operazioni militari che di spedizioni archeologiche. Nella location museale londinese sono ospitati preziosi manufatti provenienti dalla Calabria. Dopo le vicende esposte, a cura di Gianni Aiello, nelle precedenti conversazioni, inerenti al trattato di alleanza tra Reggio ed Atene, riportato su di un’apposita stele che venne scoperta sull’Acropoli di Atene, ed il tesoro di Sant’Eufemia, l’intervenuto questa volta accende i riflettori su un’altra importante testimonianza del passato calabrese, conosciuta come ascia di San Sosti, o ascia votiva di Kyniskos. Il manufatto votivo, risalente al quarto secolo a. C., è una scure bronzea, costituita da un'estremità ascia e dall'altra martello. Venne rinvenuto nel 1846 nei pressi dell’area del Comune di San Sosti, Calabria, provincia di Cosenza. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte del gradito ospite del sodalizio culturale organizzatore. La conversazione, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 25 febbraio.

Leggi tutto

 

Un Olimpo ancora vivo, più concettuale che leggendario

Un Olimpo ancora vivo, più concettuale che leggendario

L’Eredità dell’Olimpo: Viaggio nella Mitologia Greca di Tommaso Ardiani è un saggio che prende le distanze dalla mitologia intesa come semplice raccolta di racconti affascinanti. Qui i miti greci non vengono “narrati”, ma letti come strutture di pensiero, strumenti con cui il mondo antico ha cercato di rendere comprensibili il potere, il tempo, il conflitto, il limite e il destino umano. Il valore principale del libro sta nel suo impianto interpretativo. Ardiani accompagna il lettore in un percorso coerente che collega cosmogonia, divinità ed eroi a questioni universali: il Caos come origine ambigua, il conflitto tra gli dèi come modello del cambiamento politico e sociale, Crono come immagine di un tempo che genera e distrugge, l’eroe come figura sospesa tra grandezza e responsabilità. Il mito emerge così non come superstizione, ma come linguaggio simbolico capace di dire ciò che il pensiero razionale fatica a esprimere. La scrittura è chiara ma densa, più vicina alla saggistica culturale e filosofica che alla divulgazione tradizionale. Questo rende la lettura stimolante e attuale, ma anche meno immediata per chi si aspetta un approccio narrativo o introduttivo. Non è un libro da “scorrere”, bensì da leggere con attenzione, seguendo il filo concettuale che unisce i capitoli. L’assenza di immagini e la scelta di concentrarsi esclusivamente sul testo rafforzano l’idea di un’opera riflessiva, pensata per chi vuole andare oltre la superficie del mito e interrogarsi sul perché certi archetipi continuino a tornare nel linguaggio e nella storia. In definitiva, L’Eredità dell’Olimpo è una lettura solida e intelligente, consigliata a chi desidera comprendere la mitologia greca come forma di conoscenza ancora attiva, non come reliquia del passato. Un libro che non promette risposte facili, ma offre strumenti per pensare meglio.

Leggi tutto

 

Transizione energetica e sostenibilità sociale a confronto nell’evento RSE

Transizione energetica e sostenibilità sociale a confronto nell’evento RSE

Il 6 febbraio 2026 a Milano si terrà il convegno “Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali”, dedicato all’analisi degli impatti economici e sociali derivanti dall’implementazione delle raccomandazioni del rapporto “Energy4All” del Club di Roma È partito ufficialmente il conto alla rovescia per il convegno “Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali”, l’evento organizzato da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) che si terrà il prossimo 6 febbraio a Milano, presso l’Aula Morandi del centro congressi FAST. L’incontro nasce dalla necessità di tradurre le grandi sfide macroeconomiche in soluzioni concrete per la quotidianità. Al centro del dibattito ci saranno le evidenze del report Earth4All del Club di Roma, analizzate attraverso la lente del contesto europeo e nazionale per comprendere come la transizione energetica impatti direttamente sul consumatore finale. Il cuore della discussione riguarderà il superamento del semplice calcolo delle emissioni basato sulla produzione. La nuova strategia di decarbonizzazione proposta punta su una prospettiva basata sulla domanda finale, riconoscendo il ruolo attivo di cittadini e imprese. L’obiettivo è garantire che il cambiamento sia socialmente ed economicamente sostenibile, rispondendo alle crescenti preoccupazioni sugli effetti economici delle nuove politiche green. Un ponte tra ricerca internazionale e policy locali Il convegno fungerà da raccordo tra le raccomandazioni globali e l'elaborazione di politiche locali condivise. Esperti del Club di Roma, ricercatori RSE, accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities si confronteranno su temi critici quali: ● Il costo sociale della decarbonizzazione; ● L'impatto economico sui consumatori; ● I fabbisogni di ricerca per mettere territori e imprese al centro del cambiamento. Verso una transizione equa Un confronto aperto tra esperti, politici e stakeholder sulle strategie europee e sui fabbisogni di ricerca necessari per mettere cittadini, imprese e territori al centro del cambiamento, affrontando nodi critici come il costo sociale della decarbonizzazione e l’impatto economico sui consumatori finali. Attraverso il dialogo tra esperti del Club di Roma, ricercatori di RSE, rappresentanti accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities, la conferenza mira a definire politiche pubbliche capaci di coniugare la tutela del clima con la sostenibilità economica. L’obiettivo è costruire un ponte operativo tra la ricerca d’avanguardia e le necessità quotidiane dei territori, garantendo che la transizione energetica diventi un’opportunità di benessere condiviso e fornisca un’importante occasione di approfondimento e dibattito per contribuire alla definizione di politiche energetiche coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e giustizia sociale. Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link Il programma completo è consultabile qui Link: rinnovabili.it/energia/le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/

Leggi tutto

 

Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui una macchina smette di essere un semplice insieme di lamiere, bulloni e calcoli ingegneristici per trasformarsi in un oggetto del desiderio. Non serve aspettare trent’anni, non serve il bollo ridotto o la targa sbiadita dal tempo. Esistono creature meccaniche che nascono già con la schiena dritta, con lo sguardo rivolto a un futuro che sembrano aver già masticato e digerito. Le chiamiamo Instant Classic, un ossimoro che profuma di gomma bruciata e intuito. Entrare nel garage virtuale di Leggende su strada leggendesustrada.altervista.org/category/instant-classic-leccellenza-del-futuro-da-collezione significa fare un viaggio tra quelle eccellenze che oggi si comprano in concessionaria, ma che domani saranno battute all'asta tra sospiri e rilanci folli. È una questione di anima, direbbe qualcuno. O forse di coerenza. Perché una Instant Classic non cerca di compiacere tutti; cerca di colpire allo stomaco chi sa ancora distinguere un cambio che asseconda il polso da un software che decide per te. Sono auto che hanno il coraggio di essere scomode, magari rumorose, certamente fuori dal coro. Rappresentano l’ultimo baluardo di una resistenza meccanica in un mondo che corre verso il silenzio elettrico. Eppure, proprio in questa loro ostinazione risiede il valore collezionistico. C’è dentro il genio di chi ha osato una linea azzardata, la sapienza di chi ha tarato un assetto per farci sentire la strada fin dentro le vertebre, la visione di chi sa che l’esclusività non è solo un prezzo di listino, ma una promessa di eternità. Su My101 vogliamo celebrare questo paradosso temporale. Perché guardare a queste auto significa allenare l’occhio al bello che non scade. Sono investimenti per il cuore, prima che per il portafogli. Raccontano storie di ingegneri che hanno lavorato di notte e di designer che hanno sognato forme proibite. Se volete scoprire quali sono i pezzi pregiati che scriveranno la storia del prossimo decennio, non vi resta che approfondire questa selezione di eccellenza. Il futuro, dopotutto, è una strada che stiamo già percorrendo.

Leggi tutto

 

Voglio aperta la vagina

Voglio aperta la vagina

Mostro con orgoglio e vanto la mia vagina rosa liscia e aperta pronta per farsi penetrare da più piselli possibili

Leggi tutto

Il pulsante spazzatura elimina i contenuti di questo autore dalla tua 101, per sempre!