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Un disco da ballare e da attraversare: MaxNeri pubblica “UNIVERSAL”

Un disco da ballare e da attraversare: MaxNeri pubblica “UNIVERSAL”

La club culture italiana degli anni Novanta incontra la nuova geografia elettronica globale con cinque voci femminili e un viaggio sonoro in 15 tracce che intreccia lingue, ritmi e immaginari diversi. Il DJ e producer italiano MaxNeri, con un percorso radicato nella cultura club dei primi anni Novanta e una formazione classica al sassofono, torna con un disco che affronta la struttura dell’album come atlante sonoro, “UNIVERSAL”. Il progetto non segue un unico genere, muovendosi tra afro house, melodic techno, synthwave e sonorità mediterranee, per tenere insieme lingue diverse — italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo, dialetto salentino e richiami partenopei —come parte integrante dell’architettura dei brani. La produzione, che lavora su una contrapposizione costante, vede da una parte l’elettronica, i synth analogici e i groove da club; dall’altra, l’uso di strumenti reali — sitar, oboe, sax, flauto, clarinetto, fisarmonica e fiati bandistici —, infondendo al disco un respiro acustico e una fisicità che richiamano la stagione aurea dell’elettronica europea, quando la cura per il suono analogico era il presupposto necessario di ogni incursione sintetica. Ogni traccia del disco è una rotta, una finestra aperta su un luogo specifico. Il Brasile caldo e fisico di “Pulso Dourado”, l’alba di “Before the Sunrise”, il mare come simbolo di libertà in “Non torno più”, la notte francese di “Dans la Nuit”, il mito mediterraneo di “Cor’e’Mar”, la piazza salentina e ribelle di “Mo’ sona la festa”, la scossa elettronica di “Far from Here”, fino alla chiusura ipnotica e d'ampio raggio di “To the Desert”. Le voci sono uno degli assi portanti di “UNIVERSAL”. Neuma, Nasha, Margot, Leonor ed Élen Virel non intervengono come semplici featuring, ma come presenze distinte e ben definite, ciascuna legata a una lingua, a una cultura, a una diversa idea di movimento. Neuma firma il versante notturno, elettronico e introspettivo in inglese; Nasha apre al calore mediterraneo tra spagnolo e mantra; Margot porta la lingua italiana, la ribellione e una presenza più terrena, istintiva, legata al corpo, al mare e alla piazza; Leonor delinea la dimensione lusofona e tribale; Élen Virel definisce il capitolo francese, urban e notturno. Questa pluralità di voci, suoni, atmosfere e colori diventa il tratto identitario di un album che non si presenta come una collezione di singoli slegati, ma come una sequenza di tappe di un unico viaggio. Con “UNIVERSAL”, MaxNeri prova a rispondere a una domanda che attraversa molta della musica elettronica contemporanea: come si può produrre un suono internazionale senza perdere provenienza, storia, radici, tradizioni? La risposta arriva con un progetto che guarda fuori dall’Italia, ma porta con sé una sensibilità tipicamente nostrana: la cura melodica, l’attenzione per la voce, il senso del contesto, del paesaggio, il gusto per la narrazione, il rapporto con la cultura dance e progressive. “UNIVERSAL” parte dal calore del corpo e arriva al deserto, passando per il mare, la città, la notte, la festa, i ricordi, il confine personale e il desiderio di un altrove possibile. Una sintesi tra la fisicità del dancefloor e la necessità di un racconto. A seguire, tracklist e track by track del disco: “UNIVERSAL” – Tracklist: 1. “Pulso Dourado” (feat. Leonor) 2. “Before the Sunrise” (feat. Neuma) 3. “Non torno più” (feat.Margot) 4. “Zama Leyo” (feat. Nasha) 5. “Dans la Nuit” (feat. Élen Virel) 6. “Eh vai, eh vai” (feat. Margot) 7. “Back to You” (feat. Neuma) 8. “Cor’e’Mar” (feat. Nasha) 9. “Don’t Touch My Silence (Elettro Vision)” (feat. Neuma) 10. “Roda Devagar” (feat. Leonor) 11. “Move Your Body” (feat. Neuma) 12. “Mo’ sona la festa” (feat. Margot) 13. “Don’t Stop Now” (feat. Nasha) 14. “Far from Here” (feat. Neuma) 15. “To the Desert” (feat. Neuma) “UNIVERSAL” – Track by Track: Ad aprire il disco è “Pulso Dourado”, interpretata da Leonor: un brano attraversato da vibrazioni afro-tech, richiami brasiliani e melodic techno, in cui il portoghese diventa percussione, respiro, pulsazione. Il titolo — “battito dorato” — definisce subito il clima dell’album: sole, corpo, pelle, ritmo, movimento. Con “Before the Sunrise”, affidata alla voce di Neuma, il viaggio cambia prospettiva. Il pezzo si concentra sul tempo che precede l’alba, su quegli istanti in cui le cose non sono ancora concluse e non sono più interamente salve. Qui la trama synthwave ed electropop è sostenuta da una linea melodica che inserisce l’oboe come segno distintivo. Il primo capitolo italiano arriva con “Non torno più”, interpretata da Margot. Il titolo diventa la frase di chi decide di interrompere un ritorno, lasciare ciò che ferisce, cambiare rotta. “Zama Leyo”, con Nasha, sposta invece il baricentro verso una dimensione più organica, sensuale e fluida. Spagnolo, mantra vocali, flauto, clarinetto, afro house e deep house regalano al brano un ritmo che avvolge, accompagna, trascina. Con “Dans la Nuit”, cantata da Élen Virel, l’album entra in una notte francese dal respiro europeo. Italo-disco anni ’80, electropop contemporaneo, sax soprano, piano, pad analogici e drum machine filtrate definiscono una traccia in cui il francese crea intimità, mentre la frase inglese “Feel the fire” apre il pezzo a un’identità più ampia. La parte più solare e diretta del disco arriva con “Eh vai, eh vai”, ancora con Margot: un mantra pop-dance mediterraneo, immediato, da riva e notte estiva. Qui MaxNeri lavora sulla semplicità: poche parole, una ripetizione che si fissa nei pensieri, una voce che guida il movimento. “Back to You”, con Neuma, riporta “UNIVERSAL” in una zona più interiore. È una traccia sull’attrazione che continua a richiamare, sul ritorno mentale verso una persona, un ricordo, una figura con cui non si ha chiuso davvero. La scrittura si muove tra scintille, silenzi, eco, correnti e fuoco sotto la pelle, mentre la produzione mantiene un’andatura melodica costante. “Cor’e’Mar”, interpretata da Nasha, racconta il mito mediterraneo di Partenope. Tra spagnolo, richiami alla Città del Sole e immagini marine, la traccia assume la forma di una favola elettronica: una figura che danza nel mare, si trasforma, vive nella notte e continua a esistere nella musica. Una delle tracce che spostano l’album fuori dalla sola dimensione club, dando al progetto una densità narrativa più marcata, è “Don’t Touch My Silence (Elettro Vision)”, con Neuma. Il brano introduce il tema del confine: «Don’t come closer, don’t pretend» apre una dichiarazione netta di distanza, autodifesa e autonomia. Il silenzio diventa pelle, limite, spazio da non violare. Con “Roda Devagar”, affidata a Leonor, il viaggio torna nel corpo attraverso una danza lenta, circolare e ipnotica. Portoghese, fisarmonica sincopata, flauto pan, percussioni afro house, basso e synth stabs creano un pezzo sensuale ma controllato, pensato per entrare nel ritmo poco alla volta. “Move Your Body”, nella nuova versione inserita in “UNIVERSAL”, assume invece il ruolo di capitolo retro-futuristico da dancefloor: disco anni ’70, nu-disco, synthwave, melodic techno, EDM e afro-tech si incontrano in una traccia in cui basso disco, chitarre funky, archi, clavinet, handclap, tambourine, sax e synth analogici riportano il movimento al centro del progetto. “Mo’ sona la festa”, interpretata da Margot, è uno dei brani più originali dell’album: banda salentina, ska, folk-pop, synthwave scuro ed elettronica contemporanea si fondono in una scena da piazza notturna. Tromba, flicorno, clarinetto, trombone, tuba, tamburo rullante, grancassa da processione, tamburello e fisarmonica dialogano con bassi elettronici e pad analogici. Il testo, in italiano, dialetto salentino e spagnolo, rifiuta manipolazione, possesso e falso desiderio: «Nu sugnu tua, no soy tuya» diventa una frase-cardine di autonomia, mentre la festa non suona per chi ha ferito, ma per chi torna a riprendersi il proprio spazio. Nella parte finale, “Don’t Stop Now”, con Nasha, riapre il disco alla spinta collettiva: groove afro-melodico, percussioni, chant vocali, synth emozionali e una tromba riverberata che sembra arrivare da lontano. È il brano della ripartenza, del movimento che non si interrompe. “Far from Here”, con Neuma, recupera un’attitudine dance più minimale e memorabile, con un ritornello immediato e una scrittura fondata sull’idea di fuga: «Take me far, far from here. Far away, no fear». Il fischio home made di MaxNeri e il piano dream pluck diventano due firme sonore riconoscibili, piccoli segnali che rimandano alla memoria della dance vecchia scuola senza rinunciare a una produzione attuale. A chiudere l’album è “To the Desert”, ancora con Neuma: una traccia notturna, ipnotica, creata tra afrotech, melodic techno, synthwave, EDM, percussioni afro e richiami mediorientali. Il sitar, la scala Hijaz, i vocal chops femminili, gli archi ritmici e il basso EDM portano il disco verso un orizzonte finale che non ha il sapore della conclusione, ma quello di una nuova apertura. La traiettoria di MaxNeri aiuta a capire la portata del progetto. La sua formazione parte dalla teoria musicale e dal sassofono classico e jazz, studiati fin dall’infanzia, e si intreccia presto con l’elettronica, le tastiere, i sequencer, i suoni sintetici e le strutture dance. A metà degli anni Novanta vive da vicino la cultura club italiana, lavorando come DJ freelance tra Piemonte e Lombardia e avvicinandosi all’ambiente produttivo legato a diverse etichette dream-progressive. Da quella stagione eredita una concezione precisa della musica elettronica: non solo BPM, ma melodia; non solo pista, ma intensità emotiva; non solo produzione, ma riconoscibilità sonora. Negli anni il suo linguaggio attraversa dance, electropop, synthpop, synthwave, dream progressive, melodic techno, afro house, nu-disco, EDM e contaminazioni world, mantenendo una direzione costante: unire tradizione e futuro, club e racconto, strumenti reali e suoni sintetici. Ben oltre la logica della traccia funzionale — playlist, club edit, contenuto breve, produzione destinata a consumarsi nello spazio di un algoritmo — “UNIVERSAL” sceglie la forma dell’album con una traiettoria ampia, corale, in cui la dimensione fisica del ballo resta legata alla possibilità del racconto. Una cartografia sonora che parte dal dancefloor e si apre al mondo; un progetto che fonde club culture italiana, notte europea, calore afro-brasiliano, festa popolare, deserto, silenzio, corpo, tradizione e futuro. Un disco elettronico, ma non impersonale. Un disco da ballare, ma anche da seguire come una mappa, capace di tenere insieme ritmo, identità e racconto senza lasciare che la produzione si consumi come semplice sottofondo.

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RaestaVinvE – “Mi vuoi bene o no”

RaestaVinvE – “Mi vuoi bene o no”

Il nuovo singolo del duo pugliese, tra elettronica rétro, scrittura cantautorale e una domanda che diventa scelta “Mi vuoi bene o no” segna il ritorno dei RaestaVinvE dopo un periodo di silenzio discografico e apre una nuova fase nella ricerca artistica del duo pugliese. Il brano nasce da una domanda semplice solo in apparenza, quasi infantile, ma capace di contenere un bisogno universale: essere scelti davvero, senza esitazioni e senza ruoli da interpretare. Tra elettronica dal respiro rétro, suggestioni dance e una scrittura che resta ancorata alla canzone d’autore contemporanea, il singolo alterna leggerezza e inquietudine. Dentro convivono felicità esibita, desideri irrisolti, ironia e fragilità emotiva. La produzione, curata da Maurizio Loffredo, spinge il brano verso una dimensione più istintiva e internazionale, senza perdere la sensibilità narrativa che caratterizza da sempre i RaestaVinvE. “Mi vuoi bene o no” è una canzone diretta ma stratificata, che trasforma una domanda privata in un ritornello generazionale. RaestaVinvE è un duo di origini pugliesi composto da Vincenzo Vescera (Vinvè), produttore e cantautore, e Stefano Resta (Raesta), medico e cantautore polistrumentista. I due debuttano come unica ma biunivoca entità artistica con il progetto discografico di mutuo soccorso “Biancalancia”, pubblicato il 21 maggio 2021. Fin dagli esordi, il loro sound affonda le radici nell’alternative rock, con richiami a Radiohead, Elliott Smith e Grizzly Bear, aprendosi alle atmosfere indie contemporanee e a un pop cantautorale più tradizionale. Il 15 maggio 2021 esce il primo singolo “Non sono nato ieri”, seguito da “Senza cuore”, “Tequila” e “Samurai”. Nel 2022 pubblicano “Resto a Sud”, l’Ep che dà il titolo al singolo uscito il 29 luglio dello stesso anno. Sia “Biancalancia” che “Resto a Sud” vengono candidati alla Targa Tenco e distribuiti da Artist First con il sostegno di Puglia Sounds e Medimex. Il percorso dei RaestaVinvE si sviluppa attraverso una rete di collaborazioni con artisti italiani ed europei, tra cui Francesco Di Bella, Daniele Sinigallia, la cantautrice francese Clio, Federica Fornabaio, Marjorie Biondo e numerosi musicisti della scena indipendente e world music. Tra i brani più rappresentativi figurano Rien ne va plus feat. Clio, Resto a Sud feat. Francesco Di Bella e Tu non mi basti mai feat. Federica Fornabaio. Il duo è stato selezionato e finalista in diversi contesti nazionali, tra cui Premio Lunezia, Premio Fabrizio De André, Arezzo Wave, Palco d’Autore e Una voce per San Marino 2022. La dimensione live resta centrale nel loro percorso, con concerti e rassegne che uniscono musica e immaginario visivo in modo organico. Nel 2026 fanno il loro ritorno con il singolo “Mi vuoi bene o no”, in radio dal 19 giugno 2026. Etichetta: Top Records

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Made in Sicily: Vito La Grassa protagonista del corto che celebra la cucina patrimonio UNESCO

Made in Sicily: Vito La Grassa protagonista del corto che celebra la cucina patrimonio UNESCO

L'Attore Vito La Grassa sarebbe tra le nuove presenze della seconda stagione di "Young Sherlock" la serie Internazionale targata Prime Video che ha conquistato il pubblico, sviluppata da Matthew Parkhill e legata alla visione creativa del regista Guy Ritchie. Le riprese sono concentrate soprattutto tra Palermo e diverse località del territorio circostante, con alcune sequenze previste anche in area della provincia di Trapani, per ricreare le atmosfere della nuova avventura del giovane Sherlock Holmes interpretato da Hero Fiennes Tiffin. Tra le nuove interessanti figure la presenza dell'attore Vito La Grassa coinvolto in un ruolo interessante, ma che al momento la produzione mantiene il massimo riserbo nel personaggio da lui interpretato. La partecipazione a "Young Sherlock" segna per Vito La Grassa un importante tappa di crescita artistica confermandone il percorso all'interno di produzioni sempre più ambiziose per la sua carriera professionale. Nel contempo è prevista a breve la prima ufficiale del cortometraggio "Made in Sicily" la cui proiezione si terrà il 25 Giugno presso il cinema Aurora di Palermo. Un progetto ambizioso di cui Vito La Grassa è attore protagonista del corto che celebra l'Italia e la Sicilia attraverso il patrimonio gastronomico, valorizzando le tradizioni e l'identità culturale riconosciuta dall'Unesco. Il cortometraggio nasce con l'obbiettivo di promuovere la cultura dell'alimentazione e le eccellenze del territorio, ponendo al centro la cucina come elemento di storia, identità e sviluppo sociale. Il progetto sarà presentato come un iniziativa dedicata alla valorizzazione della Sicilia quale regione Europea della gastronomia e alla promozione della Cucina Italiana riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Parallelamente ai set cinematografici la moda continua ad essere l'attività di rilievo dell'artista. Grande successo per "Il Salotto della Moda" l'atteso galà dedicato al fashion e all'arte, andato in scena il 14 Giugno nella suggestiva Città di Termini Imerese. L'evento organizzato da Eye on Fashion e curato dal Direttore artistico Giampaolo Guida in collaborazione con Daniela Mirto, ha trasformato il prestigioso Belvedere Principe di Piemonte in un palcoscenico d'eccezione per la creatività e l'eleganza. A condurre la serata è stata la showgirl e attrice Nathaly Caldonazzo. Tra gli ospiti l'attore/fotomodello Vito La Grassa che ha ricoperto il ruolo come giurato d'eccezione. Considerato tra gli appuntamenti più attesi del panorama Siciliano "Il Salotto della Moda" ha celebrato la moda come forma d'arte, dando spazio a stilisti attraverso le loro opere, talento, ricerca e passione. Una serata all'insegna della bellezza, eleganza e cultura, capace di confermare il ruolo della Sicilia come terra di prestigio nel mondo. Vito La Grassa continua a distinguersi per competenza, eleganza e capacità di interpretare con professionalità le diverse sfide nel mondo del Cinema e della Moda. Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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SENSO DI GIUSTIZIA

Le persone definite Pas sono le persone altamente sensibili e sono quelle che hanno più degli altri uno spiccato senso della giustizia, quasi viscerale, profondo, intenso, sentono sulla pelle e vivono sulla pelle tutte le ingiustizie con apprensione e fastidio, non sanno sopportare, soprassedere. Certe volte vorrebbero denunciare le ingiustizie ma non sempre è la strada migliore. La maggior parte stringono i denti rassegnati, sopravvivono. Alcuni non vorrebbero piegarsi ma alla fine sono quasi sempre costretti a farlo. Le vittime sono sempre cittadini inermi. A rimetterci le penne sono persone anziane, sole, ragazzi, bambini. I casi di ingiustizia sono risaputi e sono micidiali. Ci sembra profondamente ingiusto costringere le persone a fare con i mezzi pubblici dei trasbordi massacranti quando si potrebbe mettere benissimo una sola navetta che collega i capolinea senza creare disagio alla popolazione. Come ci sembra ingiusto che in estate, dato che il personale del trasporto pubblico va in ferie, si deve attendere ore alle fermate, sembra che la gente nel periodo estivo non debba lavorare ma oziare. Una persona per andare al lavoro si deve alzare ore prima o arriva in ritardo o dovrebbe imparare a volare, o prendere sempre un taxi che può essere alla lunga costoso specie se si va al lavoro tutti i giorni. Ci sembra ingiusto che in estate finiscono tutti i programmi tv e le televisioni trasmettono solo spazzatura, molti anziani hanno solo la tv per compagnia. Ci sembra ingiusto che in certi contesti lavorativi i privilegiati hanno posti in prima linea e sono spavaldi per questo e gli altri sono esclusi, tagliati fuori anche da incontri e convegni. Il lavoro onesto non è riconosciuto. Ci sembra terribilmente ingiusto vedere persone giovani su tram e bus sedute intente a leggere il cell e persone anziane in piedi, magari gravati da pesanti borse. Ci sembra ingiusto l’abbandono di animali in estate, che brancolano nelle strade semivuote e sulle trafficate autostrade. Ci sembra ugualmente ingiusto attendere per una ecografia quasi due anni, dato che le liste di attesa sono infinite. Ci sembra ingiusto che i ticket sanitari siano sensibilmente aumentati a dismisura. Al tempo del covid ci è sembrato ingiusto pagare per fare dei tamponi mentre in altre nazioni erano gratuiti. Gli eletti tanto hanno sempre un posto riservato. I pupilli sono sempre protetti. I cittadini sono messi sotto. Prevale sempre una qualche forma di ingiustizia di vario tipo sociale, economica. Le ingiustizie sono dietro l’angolo, sono sempre presenti. Ci sembra ingiusto ogni volta ripetere il nostro codice fiscale ad aziende che dovrebbero averlo. Ci sembra ingiusto essere tartassati al telefono da annunci pubblicitari e da persone che intendono raggirarci. Ogni giorno mangiamo bocconi amari. Ci sembra ingiusto che il nostro supermercato di riferimento cambi continuamente marchio senza una ragione reale. Siamo trattati come stracci, non contiamo nulla e forse per questo molti fuggono all’estero spazientiti. Il senso di giustizia alla fine si perde, schiacciato, soffocato da mille soprusi infami. Si vive ai margini, in una condizione asfissiante invidiando chi è potuto partire per altri lidi. Forse però anche altrove ci sono ingiustizie perché dove ci sono i furbi e gli arrivisti c’è sempre fame di giustizia. Meglio stare a guardare inerti, con gli occhi vitrei come idiota in attesa di una qualche giustizia sia pure divina, per chi crede.

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Simone Riva, il “Turista Spazzino”, presenta la nuova canzone “De Romedi”

Simone Riva, il “Turista Spazzino”, presenta la nuova canzone “De Romedi”

Simone Riva, conosciuto come il “Turista Spazzino”, torna a unire musica e impegno sociale con il nuovo brano “De Romedi”, una canzone dedicata alle donne di ieri e di oggi, con particolare attenzione alle lavoratrici che affrontano quotidianamente ritmi intensi tra lavoro e famiglia. Il brano nasce da un episodio personale e simbolico: la figura di Elena De Romedi, citata come ispirazione e “esca narrativa” del pezzo, rappresenta tutte le donne che lavorano senza sosta e che, anche dopo turni pesanti, ad esempio in fabbrica, continuano a occuparsi della casa e dei propri cari. «La canzone è dedicata a tutte le donne che “sgobbano” dalla mattina alla sera - spiega Riva -. E nonostante i turni massacranti, non hanno ancora finito il loro lavoro quando tornano a casa. Non a caso in un passaggio riporto: “Fatto sta che le donne che lavorano dalla mattina alla sera sono come invincibili supereroi”. O forse meglio supereroine». Con questo nuovo progetto musicale, Simone Riva conferma la sua doppia identità pubblica: da un lato attivista ambientale noto per le sue iniziative di pulizia volontaria sul territorio, dall’altro autore e interprete di brani che affrontano temi sociali e di sensibilizzazione. “De Romedi” è un brano dedicato al carico quotidiano e spesso invisibile delle donne. Il testo mette al centro la fatica, la continuità e la resilienza femminile, raccontando una realtà fatta di impegno costante e responsabilità che non si fermano mai. Con la nuova canzone, che utilizza un linguaggio diretto e simbolico, prendendo spunto da figure reali e quotidiane per trasformarle in un messaggio universale, si conferma la collaborazione con Nicola Ursino, arrangiatore e polistrumentista. Un professionista delle note che ha composto la partitura musicale sulla melodia e sul testo di Simone Riva. Alla realizzazione del brano hanno anche collaborato la collega Elena De Romedi e l’amico di vecchia data Giorgio Rusconi con alcuni cori. Sia Simone Riva che Elena De Romedi lavorano in Carvel Srl di Cassina de’ Pecchi - specializzata nella lavorazione, studio e progettazione di armadi e articoli speciali per lo stoccaggio di materiali infiammabili, oli e idrocarburi pericolosi - dove hanno avuto modo di stringere amicizia. Lorenzo Perego, Amministratore Delegato, ha dichiarato: «Un bel gesto d’affetto nei confronti della collega e verso l’intera azienda. Elena De Romedi è una donna che si dà da fare ed è bello che venga trattata come la “sorella maggiore”. Questa iniziativa fa bene al morale e all’ambiente della nostra piccola realtà, a conduzione familiare. E fa bene a tutte le donne, a cui vengono giustamente attribuiti grandi meriti». Il brano è ascoltabile su tutte le principali piattaforme di musica in streaming. Il video musicale è visibile su Youtube a questo link:

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Dalle dune di Piscinas a Capocotta: viaggio nell’Italia del turismo libertino

Dalle dune di Piscinas a Capocotta: viaggio nell’Italia del turismo libertino

Secondo il social network Wyylde, sempre più coppie italiane scelgono spiagge per soli adulti. Il fenomeno coinvolge soprattutto persone tra i 30 e i 50 anni alla ricerca di esperienze condivise, privacy e nuove forme di socialità. Le relazioni aperte e il turismo libertino non sono più un fenomeno di nicchia. Secondo Wyylde, piattaforma europea dedicata all’esplorazione della sessualità libera e consensuale, cresce anche in Italia il numero di coppie che scelgono vacanze orientate a libertà relazionale, esperienze non convenzionali, ambienti adult only e socialità open minded. Secondo un’indagine condotta da Wyylde nella sua community italiana, che conta oggi oltre 20mila iscritti, alcune delle spiagge più frequentate dai social network per swinger si trovano proprio in Italia. Nella maggior parte dei casi si tratta di spiagge pubbliche ad accesso libero, senza tessere o ingressi dedicati, ma con aree storicamente frequentate dalla community libertina. I frequentatori si riconoscono attraverso community online, passaparola e app dedicate; gli incontri avvengono spesso nelle zone più appartate, soprattutto al tramonto. In alcuni casi esistono anche beach club privati, resort adults only ed eventi organizzati all’interno del circuito lifestyle e libertino, di cui Wyylde è oggi uno dei principali punti di riferimento in Europa. Dai dati e dall’osservatorio Wyylde emerge inoltre che il fenomeno riguarda sempre più coppie tra i 30 e i 50 anni, professionisti e viaggiatori alto-spendenti interessati al turismo esperienziale e ai circuiti swinger e libertini. Sebbene in Italia non esistano spiagge ufficialmente dedicate allo scambismo, alcune aree balneari sono diventate nel tempo punti di ritrovo storicamente associati a incontri tra adulti consenzienti, cultura swinger, dogging, turismo libertino. A tal proposito Wyylde ha stilato una mappa delle 10 spiagge più note e frequentate dalla sua community, anche per l’estate 2026. Capocotta (RM) — il simbolo storico della trasgressione romana Le dune e le aree più isolate di questa spiaggia sono diventate nel tempo luoghi simbolo della trasgressione romana. Bassona / Lido di Dante (RA) — la più citata nelle cronache recenti È probabilmente la spiaggia italiana oggi più associata al fenomeno swinger. La pineta retrostante viene spesso citata come luogo di incontri tra adulti. Focene (RM) — il litorale “after dark” vicino Roma La sua notorietà deriva soprattutto dal passaparola e dalle community online dedicate agli incontri outdoor. Marina di Camerota (SA) — Spiaggia del Troncone Pur essendo conosciuta principalmente come spiaggia naturista, negli anni è stata citata nelle community swinger italiane come meta discreta e appartata. La conformazione della spiaggia e delle aree circostanti ha favorito questa reputazione. Pizzo Greco (KR) — Calabria Località spesso citata nelle community libertine del Sud Italia per privacy, isolamento e turismo adulto alternativo. La notorietà è soprattutto underground e legata ai circuiti online. Nido dell’Aquila (LI) — Toscana Nel tempo è diventata una delle spiagge toscane più conosciute nei forum dedicati a naturismo, incontri e coppie open minded. Molto apprezzata per l’atmosfera discreta e rilassata. Baia di Sistiana (TS) — Trieste Grazie alla forte influenza mitteleuropea e alla cultura FKK dell’area, è stata associata negli anni a turismo libertario, incontri tra adulti e frequentazione internazionale. Acquarilli (LI) — Isola d’Elba Spiaggia di Acquarilli. Piccola baia isolata, spesso citata nei forum lifestyle per privacy, discrezione E frequentazione adulta. Piscinas (CI) — Sardegna Le enormi dune e l’isolamento naturale hanno reso la spiaggia popolare tra coppie, turismo libertario e viaggiatori alla ricerca di privacy assoluta. Arenauta (LT) — la “spiaggia dei 300 gradini” Storicamente frequentata da un pubblico adulto e da coppie in cerca di discrezione, isolamento e ambiente non convenzionale. La conformazione appartata ha contribuito alla sua fama alternativa. Il decalogo delle spiagge per swingers L’accesso a queste spiagge è libero e non esistono regolamenti dedicati allo “swinging”. Tuttavia, nelle community internazionali e nei circuiti libertini vigono regole comportamentali condivise da Wyylde, fondamentali per la convivenza tra tutti i frequentatori. La prima regola riguarda il consenso, sempre imprescindibile: ogni interazione tra adulti deve essere esplicitamente consensuale e rispettare la volontà di tutte le persone coinvolte. Allo stesso modo, è considerato fondamentale il principio del divieto di fotografare o filmare senza consenso, poiché la tutela della privacy rappresenta uno dei valori centrali della cultura libertina. A questo si aggiunge la necessità di mantenere la massima discrezione. Molti frequentatori scelgono infatti questi luoghi proprio per la possibilità di vivere la propria esperienza in un contesto riservato e anonimo. Il rispetto dei segnali, dei limiti e delle eventuali manifestazioni di disinteresse è una condizione essenziale per una frequentazione serena. È importante ricordare anche che non esiste alcuna aspettativa automatica: il fatto che una spiaggia sia nota all’interno di determinati circuiti non implica che tutti i presenti condividano le stesse intenzioni o siano disponibili a interagire. Ugualmente, occorre prestare attenzione alla legalità, poiché comportamenti espliciti in luoghi pubblici possono essere soggetti a sanzioni secondo la normativa vigente. Tra i principi più condivisi rientra inoltre il rispetto dell’ambiente: pulizia, attenzione agli spazi comuni e comportamento civile contribuiscono alla conservazione e alla vivibilità di questi luoghi. Nelle dinamiche swinger, inoltre, vale la regola secondo cui la coppia è sempre un’unità decisionale, e qualsiasi scelta o interazione deve basarsi su un consenso condiviso. Un altro aspetto caratteristico è che molte interazioni nascono online, attraverso community e piattaforme dedicate che consentono alle persone di conoscersi e organizzare eventuali incontri prima di ritrovarsi in spiaggia. A fare da cornice a tutte queste regole resta infine il principio più importante: la privacy è la regola principe. La discrezione e il rispetto della riservatezza altrui rappresentano infatti il fondamento su cui si regge l’intero ecosistema delle community open minded.

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CANZONE DEDICATA AL DIO DIONISIO

CANZONE DEDICATA AL DIO DIONISIO

Ho scritto il testo di una canzone dedicata al Dio Dionisio che, secondo la mia visione del mondo, ci dona allegria, ebbrezza, estasi e la liberazione dalle inibizioni; la sua energia la manifestiamo quando per un po’ lasciamo da parte la routine con le sue regole e limitazioni e ci prendiamo una pausa o una vacanza; in quei momenti ci abbandoniamo a una gioia pazza, seguiamo l’istinto, facciamo ciò che ci piace, ci tuffiamo nella vita come in una grande festa. DIONISIO Oh Dionisio Con la tua passione per la vita Che non tramonta mai, In cielo e in terra Dipingi il mondo di colori E i desideri fai brillare. Oh Dionisio Te lo dico e son sicuro In questo mondo l’allegria È la virtù delle virtù, È la più preziosa fonte, Senza di lei non ci sarebbe luce, Con te la vita è una gran festa E tanti doni ci regala. Oh Dionisio La tua energia immensa Avvolge tutto ciò che è sotto al cielo E si irradia dal mio cuore, Me la sento dentro Come un fiume in piena, Splende sempre al centro; La vita è un eterna festa In tutti i giorni miei, In tutti i giorni miei. Oh Dionisio In questa notte magica Con le stelle in cielo, In un perfetto cerchio C’è musica di festa Che vibra dentro ai cuori, Partono i balli E in ogni danza ci sei tu, In ogni danza ci sei tu. Oh Dionisio La tua forza è nell’anima mia, Con il fuoco nel mio sangue La follia mi ha preso il cuore. Ispirato dalla Luna Scaccio tutti i miei pensieri Per far spazio ai desideri E i desideri danzano con me. Con tanta gente attorno Alzo gli occhi al cielo immenso E canto assieme a loro; Ruotando su noi stessi Dai cantiamo tutti in coro, Dai cantiamo libertà, Dai cantiamo questo allegro canto: “Delle vite spente Non me ne importa niente, Io voglio quel che voglio, Io voglio quel che voglio.” “Delle vite spente Non me ne importa niente, Io voglio quel che voglio, Io voglio quel che voglio.” Da questo cerchio si diffonde Questa bella melodia, Esce fuori a suon di canto, Scuote menti e cuori E riempie il mondo intero; Come per incanto Ogni cosa prende vita, Una vita vera, Una vita vera, Tutti sono in festa, Mi sembra di volare. Per ore ed ore Noi cantiamo libertà, Per ore ed ore Noi cantiamo vita e luce, Passione, desideri e libertà; Fino all’ultimo respiro Noi cantiamo libertà. Oh Dionisio Te lo dico e te lo giuro Finché vivo io sono te, Stammi dentro e non fuggire mai. “Delle vite spente Non me ne importa niente, Io voglio quel che voglio, Io voglio quel che voglio.”

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Presentazione corto "Made in Sicily" di Fabrizio Dia

Presentazione corto "Made in Sicily" di Fabrizio Dia

Tutto pronto per la presentazione al pubblico del cortometraggio "Made in Sicily" che celebra la vittoria della cucina itlaliana, patrimonio immateriale dell'umanità. La produzione è dell'agenzia Digital H.M. (hostessmodelle) che ringrazia tutto lo staf artistico che ha reso possibile la realizzazione, il direttore della Fotografia e Fotografo di Scena Sergio Fiorito, gli aiuti regia Camillo Spoto, Marco Ermani, Andrea Conti, Fonico e Microfonista Giuseppe Ciriminna, Location Manager Carlo Muraglia e Marzia Castana, Dronista Giovanni Nicolosi, Consulente costumista Kiara Ferretta, Consulente per la sicurezza alimentare Maria Elena Ristuccia, Consulente make up artist Marzia Castana, Saund Design: Fabrizio Dia e Kiara Ferretta. E' stata realizzata anche una colonna sonora originale e due canzoni: "Marranzano al Vento" e "Buongiorno sofia". Il cast artistico è invece composto da: Vito La grassa, Rita Bucchieri, Sophia Pagliaro , Emmanuele Crisafi, Maria Giovanna Frangiamone, Elisabetta Inzerillo, Vita Scibilia, Marzia Castana, Manuela Vesco, Aurora Orlando, Alessandra Carollo, Gabriel Torino, Giulia Messina, Davide Messina, Miriam Gioeli, Serena Bommarito, Sabrina Ottobre, Vittoria Martinelli, Aurelia Tripi, Valentina Vara, Chiara Seminara, Simone Aiello, Giorgia Davì, Matteo Provenzano, Gianni Tagliavia, Giulia Perdichizzi, Alice Rubino, Andrea Campisi, Giorgia Di Carlo, Andrea Campisi, Anastasia Caruso, Lorenzo Pulizzi, Maria Amelia Migliore, Roberta Chiodo, Alessandra Chiodo, Greta Giacalone, Sabrina Giacalone, Gabriele Giacalone, Jenny Passantino, Teresa Guddo, Morena Prestigiacomo. In attesa della prersentazione del 25 giugno al cinema Aurora di Palermo, ecco il trailer.

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Relazioni diplomatiche tra Ungheria e Italia

Relazioni diplomatiche tra Ungheria e Italia

È stato un momento di grande valore culturale e diplomatico, che ha rafforzato i legami tra Italia e Ungheria quanto è emerso nel corso del convegno che si è svolto presso la prestigiosa sede dell’Università Nazionale del Servizio Pubblico “Ludovika” di Budapest. Il seminario, organizzato dall’Associazione “Dante Alighieri” della capitale magiara, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia di Budapest, l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest e l’Università Nazionale del Servizio Pubblico “Ludovika”. La giornata si è aperta con i saluti ufficiali di Pier Paolo Pigozzi, Vice Rettore dell’Università Nazionale per il Servizio Pubblico “Ludovika”, dell’Ambasciatore d’Italia in Ungheria S.E. Giuseppe Scognamiglio, di Edit Császi, Presidente dell’Associazione “Dante Alighieri” di Budapest e di Roberto Massucco, Presidente di Confindustria Ungheria. La moderazione dei lavori è stata affidata alla Prof.ssa Anna Molnár, Capodipartimento di Relazioni Internazionali dell’Università Nazionale per il Servizio Pubblico “Ludovika” e segretario dell’Associazione “Dante Alighieri” di Budapest.Tredici relatori provenienti da istituzioni accademiche e culturali italiane e ungheresi si sono alternati nel corso delle due sessioni tenutosi nell’importante location culturale, affrontando temi che spaziano dalla diplomazia rinascimentale alla cooperazione culturale contemporanea, tra i quali Gianni Aiello, Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” e del Centro studi italo-ungherese “Árpád”, che ha trattato il tema “Echi rivoluzionari nei carteggi archivistici 1956-2026”. L’intervenuto, nel corso del suo intervento, supportato da slide documentali, ha analizzato svariati documenti del periodo storico in argomento, illustrando all’uditorio della capitale magiara i risultati delle predette ricerche archivistiche che peraltro sono in continuo aggiornamento. Nel corso della conferenza sono emerse diverse cifre a riguardo la tradizione e l’evoluzione dei rapporti secolari tra i due Paesi seguendo un approccio multidisciplinare che ha toccato temi come la storia, la diplomazia, l’economia e la cultura. LINK VIDEO

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L'Abruzzo nella IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) – L'Oleificio Andreassi di Poggiofiorito

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito l'Oleificio Andreassi nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica). L'incontro con il comm. Matteo Andreassi all'Oasi La Brussa in Caorle (Ve), in occasione di VinoCalciando, ha ribadito una scelta che Borghi d'Europa aveva maturato fin dal 2015. Poggiofiorito è un comune italiano di 798 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina. I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa lo hanno conosciuto grazie alle degustazioni dell'olio e del vino dell 'Oleificio Andreassi e lo hanno così inserito nella rete dei Borghi del Gusto. Matteo Andreassi,Mastro Oleario, sarà presente alla edizione del 25 maggio di VinoCalciando a Caorle, presso la Trattoria Agli Alberoni, della serata di degustazione e prodotti enogastronomici. L'evento nasce ad Udine da una idea di tre amici Dante Mauro e Claudio, di voler giocare una partita a calcio (cuochi contro camerieri) e degustare ottimi vini e prodotti a fine match. VinoCalciando oggi conserva il nome (nato dopo una serata eroica a Fagagna), ma sopratutto lo spirito. La serata di degustazione viene rinnovata di anno in anno e parte del ricavato è sempre devoluto in beneficenza. L'incontro di Caorle servirà anche a raccontare l'inserimento dell'Oleificio Andreassi nella rete di iniziative giornalistiche che accompagnano dal 1° giugno il turno di Presidenza italiana alla IAI (Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica). Nel giugno del 2025 Borghi d'Europa aveva inserito l'Azienda di Poggiofiorito all'interno delle manifestazioni che avevano ricordato il 25° della nascita della IAI, a giugno 2026 inizierà il Percorso informativo che coprirà dieci Paesi Europei e diverse regioni italiane sulle qualità dell'olio abruzzese. Accanto alla produzione di ottimo olio, il comm. Matteo Andreassi ha unito la produzione di vino. E' nata così Fattoria Andreassi, grazie all'acquisizione di cinque ettari, salvati da una sicura perdita d'identità. 'Volti di un territorio' recita la linea dei vini MUSA : due IGT,Pecorino Terre di Chietie Passerina Terre di Chieti e due DOC (rossi), il Montepulciano d'Abruzzo e il Cavaliere, Montepulciano d'Abruzzo Riserva. " Il Pecorino Terra di Chieti – osserva Alessio Dalla Barba, giornalista e sommlier AIS di Milano-, ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Risulta al naso intenso, con note di frutta a polpa bianca/gialla (pesca e albicocca) e più tropicali come mango e kiwi, sentori minerali. Denota una grande freschezza, che si trova al palato, sapido e piacevole ma possiede un buon potenziale evolutivo : perfetto con molluschi e crostacei o con un cous cous con pesce e verdure in ottica estiva" Postato 1 hour ago

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